IV. Dirty goblin dancing [G2]

[GRUPPO 2]

PERSONAGGI E INTERPRETI

Marx-Antonio (Andrea) → guerriero del popolo umano
Atelstan (Hamza) → guerriero nobile umano
Duaff (Davide) → chierico nano
Randir (Paul) → mago elfo
Auros (Federico) → Halfling ladro
Lia (Carolina) → Mago gnomo

La ladra, che si era assentata per per riflettere su se stessa, si è riscoperta uomo. Abbandona il rifugio dove è maturata questa consapevolezza, raggiunge gli altri e propone di attirare i goblin tendendo loro una trappola: i mostriciattoli non si faranno certo spaventare da un piccolo halfling. Il piano ottiene il consenso del gruppo. Il ladro, che nei nuovi panni maschili ha scelto di farsi chiamare Auros, si reca nella stanza delle vasche, uccide con una freccia uno dei tre goblin di guardia, fa un gestaccio agli altri due e fugge in direzione dei compagni. Una sentinella si dilegua (probabilmente per chiamare i rinforzi), l'altra (Goffolo) lo insegue. Nei pressi dell'ingresso della grotta Goffolo casca nell’imboscata. Auros prosegue la sua fuga urlando ai compagni “tenetelo vivo!”, e nascondendosi in una nicchia a debita distanza dal parapiglia.
Randir prova a colpire il goblin senza successo. La vedetta, seppur accerchiata, non si pede d’animo, sfodera la scimitarra e ferisce Marx. Neanche Duaff riesce a catturare né a danneggiare il coraggioso esserino. Atelstan scaglia il suo scudo verso il goblin ma l'oggetto manca il bersaglio e cade lontano. Randir e Marx mancano di nuovo i loro attacchi. Addirittura il guerriero del popolo colpisce per sbaglio il mago, che cade per terra urlando di dolore, con le mani premute sul labbro insanguinato. Goffolo ferisce il nobile con un'altra spadata e schiva l'incantesimo di Duaff, con passo leggiadro (diventa chiaro che in passato deve aver studiato danza classica). Atelstan, nel frattempo, corre a recuperare il suo scudo. Randir tenta una stretta folgorante, fallendo di nuovo. L'agile Goffolo lo irride. Marx carica l'arco; la freccia impatta contro la roccia dietro il goblin e viene vista da altri membri della tribù. Il rischio di altri allarmi è sempre più vicino. Goffolo tenta un affondo ai danni di Atelstan ma, ancora una volta, lo manca. La piccola sentinella sguscia da una parte all’altra come un’anguilla. Duaff, stufo del protrarsi di un combattimento, lancia una fiamma consacrata, finalmente stordendo il leggiadro nemico.
Auros, dalla sua posizione, si accorge dell'arrivo di tre goblin. Anche l'elfo sente dei rumori ma non capisce bene di cosa si tratti. L'halfling si sporge e scocca una freccia. Viene ferito ad un fianco Glapnir, il quale barcolla, pur restando in piedi. Lo hobbit viene visto ed acciuffato dalle altre due guardie. I goblin legano Auros e lo conducono in un'altra stanza. Glapnir perde sangue ma fa finta di niente: ammettere di fronte ai compagni di essere stato ferito gravemente da un halfling sarebbe troppo umiliante.
Nel frattempo Atelstan fallisce uno degli ennesimi attacchi. Goffolo pare invincibile. Randir invoca la sua divinità (Hosgman) e tira un fendente che gli taglia le gambe. Il goblin cade in terra urlando: “noooo, il mio futuro nel balleeeeet!”. Le parti inferiori delle gambe rotolano a qualche metro di distanza; i piedi calzano ancora due logore scarpette da ballerina.
Mentre il mostriciattolo si dissangua, il mago tenta di intimidirlo, ricevendo in cambio uno sputo in faccia. Il mago allora, irritato per l'affronto, lo decapita crudelmente.
Atelstan improvvisa un macabro rituale propiziatorio che gli ha insegnato il nonno: squarta i resti del goblin, gli mangia il fegato e ne beve il sangue.
Nel frattempo Auros è stato portato in una stanza e collocato accanto a una gnoma imbavagliata. I goblin parlano fra di loro senza curarsi troppo dei due: sembra che non li considerino come veri e propri nemici, quanto piuttosto come delle creature inoffensive di scarsa importanza. La sala, piena di oggetti e di refurtive, è nientemeno che la dimora di Clarg, il capo del clan Pautasso, un potente e grosso bugbear. Vicino a lui stanno due goblin e un lupo da combattimento. Uno dei tre goblin che ha legato lo hobbit è scomparso in un piccolo cunicolo. Auros nota uno stemma della Lionshield Coster, una ricca e importante compagnia che non ha ancora avuto il piacere di truffare.
Il resto della comitiva, dall’altra parte della grotta, si accorge che è in arrivo un goblin sciancato che porta al guinzaglio tre lupi addestrati. Inizia un nuovo combattimento che si risolve – non senza difficoltà – a vantaggio dei nostri eroi.
I due prigionieri invece assistono alle manie di protagonismo di Clarg, che si elogia in terza persona mentre gli altri due sottoposti gli danno inopinatamente ragione. L'halfling si dimena, per attirare l'attenzione di uno dei goblin; i due servi lo notano ma non gli danno retta, temendo di interrompere il soliloquio auto-celebrativo del boss causando il suo disappunto. Auros non demorde. Glipo, dopo qualche minuto, lo sbavaglia. Auros riesce a convincere Clarg che il clan si trova in grave pericolo a causa dei suoi cosiddetti “compagni”, che il ladro stava seguendo solo tenendo in conto di derubarli al momento opportuno. L’opera di persuasione funziona a tal punto che Clarg addirittura assegna all'halfling la prestigiosa nomina di giarrettiero; il ladro, grazie alla sua parlantina, riesce a convincere tutti i presenti di essere ormai fedele al clan dei Pautasso; l'unico a non essere pienamente persuaso è Glipo, che comunque non vuole contraddire il superiore e tace. Dopodiché il furfante fa credere ai goblin che la gnoma sia in realtà la sua fedele compagna, perduta nel corso della spedizione ed ora finalmente ritrovata. Anche lei viene dunque slegata: Clarg le chiede scusa per l'accaduto e restituisce all'halfling le armi poc’anzi sequestrate. “Ti coprirò le spalle, oh mio sire”, conclude Auros, imbracciando l'arco ed ergendosi in posa plastica vicino al bestione, che oramai gli ha concesso piena fiducia. Il furbo borsaiolo esorta poi i goblin ad attaccare i suoi “compagni”, suggerendo loro di appostarsi in agguato dietro le rocce in attesa del loro arrivo, mentre lui e la gnoma si nasconderanno dall’altra parte della grotta per bersagliarli con le frecce. Clarg è sempre più ammirato. Nomina Auros luogotenente e goblin onorario ed approva il suo piano. Glipo scuote la testa, perplesso. I due buoni si sistemano quindi nella parte a destra della grotta, i goblin a sinistra.
Nel frattempo i nostri protagonisti si sono spostati vicino alla sala delle vasche. Da lì riescono a sentire la voce del ladro. Si apprestano ad entrare nella stanza, sapendo quindi (dato che Auros ha parlato a voce volutamente molto alta) che ci sono dei goblin nascosti ad attenderli.
Il mago usa una mano magica per sollevare la testa di Goffolo e sventolarla davanti a Clarg. Il chierico, con voce altisonante, impersona il fantasma di Goffolo, fingendo di essere tornato dall'oltretomba per conquistare il trono dei Pautasso. Clarg è sorpreso e interdetto, non sa bene cosa fare di fronte a quella testa parlante sospesa a mezz’aria. Auros bisbiglia a Lia di tenersi pronti a uccidere il bugbear. Duaff, Marx, Atelstan e Randir irrompono nel covo, restando prossimi all'ingresso. Il lupo si avvicina alla testa parlante e comincia a giocarci. Randir lancia un riuscitissimo orbe cromatico, che infligge qualche danno a Clarg. Dopo poco diventa chiaro anche per un intelletto goblinesco che il pericolo non è il fantasma di Goffolo bensì i nuovi arrivati. Il combattimento prosegue. Auros, per restare nella parte e non insospettire i pericolosi nemici dall’altra parte della sala, tira una freccia verso i suoi amici, mancandoli volontariamente (ma il tiro è impreciso e la freccia finisce pericolosamente vicina alle teste degli alleati). Randir mette KO uno dei goblin, colpisce l'altro e ferisce il capo. Atelstan carica il secondo goblin e lo uccide con un colpo d’ascia. Ora però il nobile si trova davanti a Clarg, che lo stende con un colpo secco della sua stella del mattino. La gnoma però riesce ad addormentare il goblinoide con un incantesimo. L'halfling si precipita sul bugbear per scoccargli una fatale freccia sulla nuca, e gli altri lo finiscono. Il mago, che aveva cercato di bloccare il ladro per chiedergli spiegazioni (fortunatamente l'altro era riuscito a divincolarsi facendogli notare che l’incantesimo sarebbe durato solo un minuto), perquisisce il cadavere del mostro. Vengono trovati dei soldi, delle pozioni curaferite e la statuetta di una rana. Duaff cura le ferite di guerra e il gruppo si appresta a pianificare la prossima mossa.



Commenti

Post più popolari