VI. Epitafio [G1]
[GRUPPO 3]
PERSONAGGI
E INTERPRETI
Piero
Strojka (Riccardo) → guerriero del popolo umano
Karùm (Davide) → ladro halfling
Alfio l'Elfo (Filippo)→ mago elfo
Ron Aqualung figlio di Rizlas (Elliott) → bardo mezz'elfo
Sildar (Francesca) → guerriero nobile
Karùm (Davide) → ladro halfling
Alfio l'Elfo (Filippo)→ mago elfo
Ron Aqualung figlio di Rizlas (Elliott) → bardo mezz'elfo
Sildar (Francesca) → guerriero nobile
Il
gruppo decide di tornare da Kost per riferire della disfatta degli
orchi. Durante il viaggio Piero prende in giro Alfio per i suoi
scarsi risultati nel combattimento. Da un dialogo tra Piero e Ron si
evince inoltre che il guerriero del popolo non ricorda più nemmeno
cosa sia il comunismo: l’antisemitismo e l’omofobia hanno
cancellato i suoi antichi valori come un colpo di spugna.
Cala
la notte. Gli spossati combattenti si accampano nella grotta degli
orchi, stabilendo dei turni di guardia nel timore che l'orco
incantato dal bardo faccia ritorno. Karùm sogna di ricongiungersi
col suo amore e nel sogno protende le braccia verso Piero, che sposta
il suo giaciglio dall’altra parte della grotta. Alle prime luci
dell'alba Ron si sta preparando il caffè e tutto pare tranquillo
fino a quando Sildar non avverte dei fruscii e dei ringhi. Il nobile
sveglia tutti. La luce del fuoco ha richiamato 5 lupi. Un fulmine
scagliato dal bardo, tuttavia, li mette in fuga.
Durante il successivo turno di guardia Karùm torna a confidarsi con Alfio l’elfo, parlandogli della nuova lieta svolta della sua vita e ringraziandolo per averlo ascoltato in più occasioni; i due vengono interrotti dalla ricomparsa dell'ultimo inquilino della tana, l’orco da Ron precedentemente allontanato per mezzo di charme. L'elfo gli congela le gambe. Il bestione nota i suoi compagni morti e prova a mostrarsi docile per salvarsi la pelle. L'elfo lo libera e lo lascia scappare. Ron però non si fida e lo uccide con un colpo di balestra mentre si allontana.
Durante il successivo turno di guardia Karùm torna a confidarsi con Alfio l’elfo, parlandogli della nuova lieta svolta della sua vita e ringraziandolo per averlo ascoltato in più occasioni; i due vengono interrotti dalla ricomparsa dell'ultimo inquilino della tana, l’orco da Ron precedentemente allontanato per mezzo di charme. L'elfo gli congela le gambe. Il bestione nota i suoi compagni morti e prova a mostrarsi docile per salvarsi la pelle. L'elfo lo libera e lo lascia scappare. Ron però non si fida e lo uccide con un colpo di balestra mentre si allontana.
Il
mattino successivo Piero mozza la testa di uno dei cadaveri orcheschi
e la affigge all'ingresso della tana, lasciando un cartello con su
scritto “Piero non
pierdona”.
Ron gioca ad imitare il cugino It.
Durante il tragitto verso l'Old Wild Well la carovana subisce un nuovo assalto da parte di un branco di Strigi. I nostri tuttavia le sterminano senza troppe difficoltà.
Durante il tragitto verso l'Old Wild Well la carovana subisce un nuovo assalto da parte di un branco di Strigi. I nostri tuttavia le sterminano senza troppe difficoltà.
Giunti
da Kost, notano con piacere che lo stregone ha circostanziato la zona
con altri cartelli che mettono in guardia dagli zombie, mantenendo la
promessa. Kost si staglia all'orizzonte avvolto da una vestaglia di
broccato rosso. Karùm gli corre incontro e gli salta in braccio, in
una sequenza al rallenty quasi cinematografica. Si scambiano
ghirlande di fiori e crisantemi; la loro gioia è incontenibile.
Piero chiede se per caso il mago oscuro abbia trovato un carlino
zombie da regalargli. Lo stregone fa un fischio e da dietro un angolo
spunta una palla di carne ambulante con quattro zampette mezzo
spappolate. Alfio riconosce nella creatura un incrocio fra un carlino
e un bulldog francese. Il guerriero del popolo è felicissimo e gli
dà un nome: Epiaffio. L'ex animale non riesce ad abbaiare e non ha
una lingua. Annaspa penosamente. Il padrone gli fabbrica un
trasportino a spalla e se lo issa sulla schiena. Karùm dichiara
infine a Kost tutto il suo amore, aiutato dal bardo che suona il
flauto mentre Piero fa la beatbox. Lo stregone è colpito dalla
performance e, convito che l'halfling abbia organizzato tutto quanto
(mentre invece il giovanotto si è affidato all’improvvisazione),
si commuove. Segue un bacio appassionato, durante il quale gli amici
si dileguano in silenzio.
A
colazione Karùm
comunica che lui e Kost hanno deciso di andare a vivere insieme a
Gallipoli e che
dunque
abbandonerà la spedizione. Gli dispiace molto ma preferisce cogliere
l'occasione al volo. Ha preparato come regalo per i suoi amici dei
braccialetti ricavati
dal giardino di crisantemi del negromante
e dei pacchetti
di taralli al finocchio. Fra la commozione generale ci si saluta e il
gruppo riparte senza
il piccolo innamorato.
Piero rivela ad Alfio che, in fondo, si è affezionato al
ladruncolo
durante la spedizione.
Giungono
da sorella Garaele. L'atmosfera
è ilare e scanzonata, fioccano battute e
risate.
La sorella compare assonnata in pigiama dal piano di sopra. Dopo
aver pregato
tutti insieme con i soliti shottini
di tamango, Alfio riferisce quanto appreso dalla banshee e riceve in
cambio le
tre pozioni curaferite pattuite.
Infine
una donna in abito bianco scende dalle scale e, prendendo
Garaele sotto
braccio, la riaccompagna dolcemente
a letto.
Nel
volto del bardo, che aveva intenzione di chiederle di uscire, si
legge un certo disappunto.
Nonostante
sia notte inoltrata i nostri eroi decidono di andare dal sindaco per
reclamare la ricompensa dovuta per lo sterminio degli orchi. Bussano,
lo chiamano a gran voce finché l'uomo non si affaccia dalla
finestra. “Sindacoooo, abbiamo ucciso gli orchi! Venga a
festeggiare!”, sbraitano. Felicissimo, il primo cittadino corre giù
dalle scale in camicia da notte e inizia a saltellare per
l'entusiasmo. Si decide di andare in taverna (dove gli avventurieri
sperano di incontrare Edermath), anche se il politico preferirebbe un
altro locale. Trovano l'elfo che aveva loro affidato la missione
degli orchi e, di fronte a un cocktail alla frutta, raccontano di
come abbiano risolto il problema. Il cagnolino zombie nel frattempo
scappa e cerca, senza riuscirci (in quanto privo di dentatura), di
azzannare la caviglia di una signora halfling di nome Kelìn, la
quale è molto indispettita. Piero quasi ci litiga ma Ron riesce a
persuaderla circa le buone intenzioni dei compagni. Lei a quel punto,
ricredendosi, regala loro una teglia di biscotti della mamma. Piero
li dà al carlino, che li rigurgita, nello sconcerto della donna.
Edermath, dal canto suo, non consegna agli avventurieri nessuna
ricompensa ma li ringrazia per quanto hanno fatto.
Dopo aver mangiato, il sindaco propone ai nuovi arrivati di fare un salto nel covo dei Redbrands che, a suo dire, rispetto a quel locale ha “qualcosa in più”. “Ma come”, obbietta Alfio, “proprio dai quei delinquenti?”; ma il sindaco minimizza: “figurarsi, sono dei così bravi ragazzi...”.
Furi dalla porta della caverna li aspetta Karùm; il piccoletto ha litigato con Kost per via del colore delle tendine del carro da usare per il viaggio di fidanzamento. I compagni lo confortano e lo riaccolgono nel gruppo.
Dopo aver mangiato, il sindaco propone ai nuovi arrivati di fare un salto nel covo dei Redbrands che, a suo dire, rispetto a quel locale ha “qualcosa in più”. “Ma come”, obbietta Alfio, “proprio dai quei delinquenti?”; ma il sindaco minimizza: “figurarsi, sono dei così bravi ragazzi...”.
Furi dalla porta della caverna li aspetta Karùm; il piccoletto ha litigato con Kost per via del colore delle tendine del carro da usare per il viaggio di fidanzamento. I compagni lo confortano e lo riaccolgono nel gruppo.



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